Best of Media

Fake is the new rock

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Questa citazione attribuita a Joseph Gobbels, il ministro della Propaganda del Terzo Reich, appare ora più che mai la più adatta a descrivere il fenomeno delle fake news in tutte le sue sfumature.

La velocità con cui si crea una fake news è graduale e cresce esponenzialmente. La notizia falsa inizia con una satira tagliente, cresce attraverso legami falsi e fuorvianti, raggiunge contenuti ingannevoli e / o contesti falsi per concludersi in un concetto di “post-truth”.

Quest’ultima definizione arriva direttamente dall’ Oxford Dictionary: “in relazione o che denota circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nella formazione dell’opinione pubblica che fa appello alle emozioni e alla convinzione personale” https://en.oxforddictionaries.com/word-of-the-year/word-of-the-year-2016 .

Il comune denominatore è la velocità e la facilità con cui si diffondono in rete.

Il mood ironico e la satira pungente che rafforzano la veridicità delle fake news, sono un forte punto di intrattenimento. Questo potere è probabilmente il trigger iniziale.

Il click-baiting è più veloce di qualsiasi verifica possibile perché può contare sulla forza di quello che gli anglosassoni chiamano “Conflit of Confirmation”: le persone tendono a credere alle informazioni che confermano le loro credenze esistenti e non danno ascolto alle informazioni che li contraddicono.

 

I consumatori sono consapevoli, ma a volte ingenuamente ottimisti

In Italia, il 53% degli utenti web è consapevole del fatto che in rete spesso si incontrano notizie false (in parte o totalmente), e l’83% di loro è convinto di poterle riconoscere.

Se queste cifre fossero vere, non spiegherebbero l’improvviso boom di notizie dalla fonte dubbia che in seguito si sono rivelate false e rapidamente hanno fatto il giro del mondo, spostando l’opinione e talvolta anche il voto di milioni di persone.

Su 4 utenti, 3 credono che queste notizie contribuiscano a confondere, ma nonostante ciò, i social network, e in particolare Facebook, sono considerati una fonte di informazioni di vitale importanza e di immediata reperibilità e fortemente in crescita in termini di contenuti e di interesse.

Purtroppo non tutte le informazioni trovate su Facebook sono vere. Al contrario, i social media sono spesso considerati la fonte principale all’aumento di fake news.

Sempre più gli utenti cercheranno notizie sui social e sempre di più queste piattaforme si trasformeranno in case editrici e produttori di contenuti, e per continuare a garantirsi questa posizione di vantaggio, player come Google e Facebook si stanno attrezzando per combatter le fake news grazie all’utilizzo più massiccio di strumenti tecnologici e dell’intelligenza artificiale.

Previous Article

Send this to friend